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Convertito in Legge il d.l. 12 luglio 2018, n. 87 (decreto dignità)

Contratti a tempo determinato:
durata massima 24 mesi, rinnovi e proroghe massimo 4. Per le  proroghe e i rinnovi superiori ai 12 mesi viene reitrodotta la causale. Inoltre, è previsto un aggravio contributivo dello 0,5% su ogni rinnovo o proroga di contratti a termine superiore ai 12 mesi. Le nuove regole si applicano dal 1/11/2018. Vai
Modifiche alle nuove Prestazioni Occasionali: possibile utilizzo per le aziende alberghiere e le strutture del settore turistico con durata massima fino dieci giorni.
Proroga del Bonus assunzioni giovani under 35 fino a tutto il 2020.

reddito di cittadinanza 2019, cos'è, a chi spetta, come fare domanda

reddito di cittadinanza 2019, cos'è, a chi spetta, come fare domanda
Il Reddito di Cittadinanza, inserito nella Legge di Bilancio 2019,  è stato introdotto dal Decreto legge 4/2019, convertito con modifiche dalla legge n. 4/2019, pubblicata in Gazzetta Ufficiale (Legge 28 marzo 2019, n. 26), è uno strumento di sostegno economico, rivolto alle famiglie in difficoltà con un reddito inferiore alla soglia di povertà alle quali verrà data una somma ad integrazione del reddito percepito fino 780 euro a persona.
Per i pensionati di età pari o superiore a 67 anni che percepiscono una pensione minima (attualmente di 513 euro), verrà erogata un’integrazione alla loro pensione e in questo caso assume la denominazione di Pensione di cittadinanza. La pensione di cittadinanza viene concessa se il nucleo familiare è composto esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni, o nel caso in cui, convivano esclusivamente con una o più persone di età inferiore in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.
Il Reddito di Cittadinanza viene erogato per 18 mensilità rinnovabili se permangono i requisiti, viene erogato  tramite tessera elettronica.
Il Reddito di Cittadinanza si propone, non solo come strumento di sostegno economico e di contrasto la povertà e alle disuguaglianze, ma con anche con l'obbiettivo di favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e per incrementare l'occupazione.
I componenti del nucleo familiare maggiorenni, non occupati e che non frequentano un regolare corso di studi per ricevere il Reddito di cittadinanza, devono rilascire la dichiarazione d'immediata disponibilità al lavoro e sottoscrivere il patto per il lavoro con  l’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che può prevedere: attività di servizio alla comunità; riqualificazione professionale; completamento degli studi; nonché altri impegni finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale.
Sono considerati disoccupati i lavoratori a basso reddito, ovvero i dipendenti con redditi da lavoro inferiori a € 8.000 e i lavoratori autonomi con redditi inferiori €4.800. Sono esclusi dalla dichiarazione di disponibilità e a sottoscrivere il patto per il lavoro: i beneficiari della Pensione di cittadinanza, i beneficiari del Reddito di cittadinanza pensionati o comunque di età pari o superiore a 65 anni, nonché i componenti con disabilità. Possono essere esonerati in occasione della convocazione da parte dei Centri per l’impiego, anche i componenti con carichi di cura legati alla presenza di soggetti minori di tre anni di età o di componenti del nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienti ovvero i frequentanti corsi di formazione e gli occupati a basso reddito, ovvero i dipendenti con redditi da lavoro inferiori a € 8.000 e i lavoratori autonomi con redditi inferiori €4.800.
I Centri per l’Impiego, entro 30 giorni dal riconoscimento del Reddito di cittadinanza, convocano i beneficiari per stipulare il Patto per il lavoro, se nella famiglia almeno uno tra i componenti soggetti alle “ condizionalità “ sia in possesso di almeno uno tra questi requisiti:
  • assenza di occupazione da non più di due anni;
  • beneficiario della NASpI ovvero di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria o che ne abbia terminato la fruizione da non più di un anno;
  • avente sottoscritto negli ultimi due anni un Patto di servizio in corso di validità presso i Centri per l’Impiego;
  • a condizione che non abbiano sottoscritto un progetto personalizzato per il REI.
In tutti gli altri casi, i beneficiari saranno convocati dai servizi dei Comuni competenti per il contrasto alla povertà, per stipulare il Patto per l’inclusione sociale.
Con la sottoscrizione del Patto per il lavoro il beneficiario si impegna ad accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue (una in caso di rinnovo).
La congruità dell’offerta di lavoro viene definita sulla base di tre principi (art. 25 del decreto legislativo 150/2015):
  1. coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate;
  2. distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico;
  3. durata dello stato di disoccupazione.
Con  riferimento alla durata di fruizione del Reddito di cittadinanza ed al  numero di offerte rifiutate, il principio di cui al punto 2 come  descritto dal DM n. 42 del 10 aprile 2018 viene integrato come segue:
  • nei primi dodici mesi di fruizione del beneficio,  è congrua un’offerta entro cento chilometri di distanza dalla residenza  del beneficiario o comunque raggiungibile nel limite temporale massimo  di cento minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima  offerta, ovvero, entro duecentocinquanta chilometri di distanza se si  tratta di seconda offerta, ovvero, ovunque collocata nel territorio  italiano se si tratta di terza offerta;
  • decorsi dodici mesi di fruizione del beneficio  è congrua un’offerta entro duecentocinquanta chilometri di distanza  dalla residenza del beneficiario nel caso si tratti di prima o seconda  offerta, ovvero, ovunque collocata nel territorio italiano se si tratta  di terza offerta;
  • In caso di rinnovo del beneficio è congrua un’offerta ovunque sia collocata nel territorio italiano anche nel caso si tratti di prima offerta.
Se nel nucleo familiare sono presenti persone con disabilità,  la distanza non può eccedere i 100 chilometri dalla residenza del  beneficiario, sia per la terza offerta di lavoro che nel caso di rinnovo  del beneficio.
Se nel nucleo familiare sono presenti figli minori  - anche qualora i genitori siano legalmente separati - non operano le  disposizioni previste in caso di rinnovo del beneficio. Inoltre, negli  altri casi, con esclusivo riferimento alla terza offerta, l’offerta è  congrua se non eccede la distanza di duecentocinquanta chilometri dalla  residenza del beneficiario. Queste particolari deroghe operano solo nei  primi ventiquattro mesi dall’inizio della fruizione del beneficio, anche  in caso di rinnovo.
Fino al 31 dicembre 2021, chi ha stipulato il Patto per il lavoro con il Centro per l’Impiego o ha  ottenuto le credenziali di accesso per la piattaforma tecnologica,  ottiene l’assegno di ricollocazione da spendere presso i  Centri per l’impiego o presso i soggetti accreditati, potendo così  ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca del lavoro.
Patto per l’inclusione sociale
Nel caso in cui il bisogno sia complesso, i servizi dei Comuni competenti per il contrasto alla povertà procedono ad una valutazione multidimensionale del nucleo familiare al fine di avviare il percorso di attivazione  sociale e lavorativa coinvolgendo, oltre ai servizi per l’impiego, altri  enti territoriali competenti. La valutazione multidimensionale è composta da un’analisi preliminare e da un quadro di analisi approfondito  che mettono in luce bisogni e punti di forza della famiglia al fine di condividere con la famiglia gli interventi e gli impegni necessari a garantire il percorso di fuoriuscita dalla povertà  che verranno sottoscritti con il Patto per l’inclusione sociale.

Requisiti per accedere al reddito di cittadinanza
Per avere diritto al reddito di cittadinanza bisogna possedere i seguenti reguisiti:
  • essere  in possesso della cittadinanza italiana, oppure cittadini di uno Stato  membro Ue. È riconosciuto anche agli stranieri in possesso di regolare  permesso di soggiorno;
  • essere residenti in Italia, in via continuativa, da almeno 10 anni;
  • avere un Isee inferiore a 9.360€;
  • avere un patrimonio immobiliare (nel quale non è compresa la casa d’abitazione) inferiore a 30.000€;
  • avere un patrimonio mobiliare inferiore a 6.000€.  Questo limite è innalzato di 2.000€ per ogni componente familiare  successivo al primo (fino ad un massimo di 10.000€). Vi è poi un incremento di 1.000€ per ogni figlio successivo al primo, e di 5.000€ in caso di presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare;
  • avere un reddito familiare non superiore a 6.000€. Questa soglia è aumentata a 9.360€ qualora il nucleo familiare sia in affitto.

    • Non hanno diritto al reddito di cittadinanza:
  • i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di auto o moto  immatricolati nei 6 mesi precedenti alla richiesta dell’Rdc, nonché di  auto di cilindrata superiore ai 1.600 cc e moto di cilindrata superiore  ai 250 cc immatricolati negli ultimi 2 anni;
  • i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di navi e imbarcazioni da diporto;
  • i soggetti che si trovano in stato detentivo per tutta la durata della pena;
  • i nuclei familiari dove uno dei componenti risulta essersi dimesso dal lavoro nei 12 mesi antecedenti al momento della domanda (ad eccezione delle dimissioni per giusta causa

Esempi di calcolo del beneficio:
  • Una  persona che vive da sola avrà fino a 780 al mese di RdC: fino a 500  euro come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per  l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo);
  • Una  famiglia composta da 2 adulti e 2 figli minorenni avrà fino a 1.180  euro al mese di RdC: fino a 900 euro mensili come integrazione al  reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di  contributo per il mutuo);
  • Una  famiglia composta da 2 adulti, 1 figlio maggiorenne e 1 figlio minorenne  avrà fino a 1.280 euro al mese di RdC: fino a 1.000 euro mensili come  integrazione al reddito più 280 euro al mese di contributo per l’affitto  (oppure 150 euro di contributo per il mutuo);
  • Una  famiglia composta da 2 adulti, 1 figlio maggiorenne e 2 figli minorenni  avrà fino a 1.330 euro al mese di RdC: fino a 1.050 euro come  integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure  150 euro di contributo per il mutuo).

Pensione di cittadinanza cos'è
Il beneficio assume la denominazione di Pensione di cittadinanza se il  nucleo familiare è composto esclusivamente da uno o più componenti di  età pari o superiore a 67 anni. Può essere concesso anche nei casi in  cui il componente o i componenti del nucleo familiare di età pari o  superiore a 67 anni convivano esclusivamente con una o più persone di  età inferiore, in condizione di disabilità grave o di non  autosufficienza, come definite ai fini ISEE (allegato 3 al regolamento ISEE, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159).

Come richiedere il Reddito di cittadinanza
Il Reddito di cittadinanza può essere richiesto e gestito direttamente online tramite con SPID, ovvero, un'identità digitale unica di accesso che consente di utilizzare, i servizi online della Pubblica Amministrazione e dei  privati accreditati. Se sei già in possesso di un'identità digitale, accedi con le credenziali del tuo gestore per richiedere il Reddito di Cittadinanza  completamente online. Se non hai ancora un'identità digitale,  richiedila ad uno dei gestori.
In alternativa, può essere richiesto tramite un CAF o un ufficio postale, presentando la domanda di reddito di cittadinanza .

Decadenza dal Reddito di cittadinanza
Vi sono determinate circostanze in cui il Reddito di cittadinanza può essere perso o ridotto.
Si prevede la decadenza dal Reddito di cittadinanza quando uno dei componenti il nucleo familiare:
  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • non sottoscrive il Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale;
  • non  partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di  carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di  politica attiva o di attivazione;
  • non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;
  • non  accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di  rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;
  • non  comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure  effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del  Reddito di cittadinanza maggiore;
  • non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;
  • venga  trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti  autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente, ovvero  attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.
Chiunque presenti dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere oppure ometta informazioni dovute è punito con la reclusione da due a sei anni. È prevista, invece, la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si  ometta la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito o  patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In entrambi i  casi, è prevista la decadenza dal beneficio con efficacia retroattiva e  la restituzione di quanto indebitamente percepito.
Se l’interruzione della fruizione del Reddito di cittadinanza avviene per ragioni diverse dall’applicazione di sanzioni, il beneficio può essere richiesto nuovamente  per una durata complessiva non superiore al periodo residuo non goduto.  Nel caso l’interruzione sia motivata dal maggior reddito derivato da  una modificata condizione occupazionale e sia decorso almeno un anno  nella nuova condizione, l’eventuale successiva richiesta del beneficio  equivale a una prima richiesta.

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