Lavoro occasionale autonomo 2021 - lavorarefacile.it

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Lavoro occasionale autonomo 2021

Il lavoro occasionale autonomo è riconducubile al lavoro autonomo «è  lavoro autonomo, quando una persona si obbliga a compiere verso corrispettivo un’opera o servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente» (art. 2222 c.c.)
Qualsiasi attività di lavoro saltuaria che non presenta la caratteristicha di continuità, di professionalità e che viene svolta in assenza di coordinamento con il committente, può essere definita come prestazione di lavoro occasionale autonomo.
La prestazione di lavoro occasionale autonoma, può essere svolta da tutti i lavoratori che desiderano realizzare piccoli guadagni senza avviare una vera e propria attività formalmente costituita, che per tale ragione, sono esonerati dall’apertura di una partita Iva sensi dell'art.5 del D.P.R. 633/72.
La prestazione occasionale autonoma, viene fiscalmente inquadrata tra i redditi diversi di cui all'art. 67, T.U.I.R. 22/12/1986 n° 917, in quanto deriva da una prestazione di lavoro autonomo ai sensi dell'art. 2222 c.c. svolta occasionalmente. Il reddito non è assoggettato a contributo previdenziale ai sensi dell'art.44  D.L.269/2003, sempre che nel corso dell'anno solare il totale dei compensi ricevuti dal prestatore non supera i 5.000,00 €. Sotto il profilo previdenziale, dal 1° gennaio 2004 i redditi imponibili superiori ai 5000,00 euro, corrisposti da tutti i committenti occasionali, sono invece sottoposti  ad assicurazione con conseguente iscrizione nella gestione separata INPS.
Il prestatore di lavoro occasionale autonomo, ai sensi dell'art. 2222  c.c., deve rilasciare al committente una ricevuta di prestazione occasionale, quest'ultimo, deve provvedere ad effettuare una ritenuta d’acconto sul compenso pari al 20%, che deve versare con modello F.24 secondo le scadenze e adempimenti previsti in materia fiscale.
La ricevuta deve essere completa con l'indicazione dei seguenti elementi obbligatori:
  • data e il numero progressivo d’ordine della ricevuta;
  • dati personali;
  • generalità del committente;
  • corrispettivo lordo concordato;
  • ritenuta d’acconto (pari al 20% del compenso lordo);
  • l’importo netto che verrà corrisposto dal committente.
Inoltre, al fine di dare dimostrazione della genuinità della prestazione e per adempiere alle norme in materia fiscale, al momento della corresponsione del compenso deve opporre una marca da bollo che se superiore a 77,47  euro, deve essere di 2 euro, la quale oltre ad adempiere alle norme in materia fiscale, il documento risultera avente una data certa e certificata (annullare la marca).
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