Licenziamento disciplinare: giustificato motivo soggettivo - lavorarefacile.it

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Blocco dei licenziamenti
Il Decreto Legge Sostegni 2021 pubblicato in Gazzetta Ufficiale numero 41 del 22 marzo 2021, ha  prolungato il blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno 2021 per tutte le aziende, mentre  il blocco viene esteso, fino al 31 ottobre 2021, per le aziende che accedono alla cassa integrazione in deroga.  Il decreto legge n. 99 del 2021, per le aziende che non accedono alla cassa integrazione in deroga, ha prorogato il blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre 2021 solo per le industrie tessili, delle confezioni, di articoli di abbigliamento, di articoli di pelle e pelliccia e delle fabbricazioni di articoli in pelle o simili che sospendono o riducono l’attività lavorativa. Tali imprese possono utilizzare, nel periodo compreso tra il 1° luglio ed il 31 ottobre,  fino a 13 settimane di integrazione salariale.
Il blocco dei licenziamenti di cui sopra non si applica nelle seguenti  ipotesi:
  • licenziamenti per cessazione dell’attività dell’impresa;
  • licenziamenti per giusta causa;
  • licenziamenti per giustificato motivo soggettivo;
  • licenziamento per superamento del periodo di comporto;
  • licenziamenti effettuati nel periodo di prova o al termine dello stesso;
  • fine del periodo di apprendistato;
  • licenziamento per raggiungimenti  d'età.
Licenziamento disciplinare: per giustificato motivo soggettivo
Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo ricorre per eventi e fatti attinenti esclusivamente il rapporto contrattuale com'è chiaramente definito dall'art. 3 della legge  604/1966, "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro". Questo è caratterizzato dall'inadempimento degli obblighi contrattuali di minore gravità rispetto a quello per la giusta causa, ed è eslusivamente a carico del lavoratore (del prestatore di lavoro). Il rapporto di lavoro non cessa immediatamente e devono essere rispettati i termini del preavviso come previsto dai CCNL. Nel caso il licenziamento è intimato senza il preavviso, è dovuta, da parte del datore di lavoro, l'indennita per il mancato preavviso.
Generalmente nei contratti collettivi si trova la tipizzazione dei casi che prevedono determinati fatti che legittimano il licenziamento per giustificato motivo soggettivo.  I casi previsti non sono vincolanti per i giudici chiamati a verificare la legittimità del licenziamento.
L'inadempimento degli obblighi contrattuali di minore gravità rispetto a quello per la giusta causa,  il giustificato motivo soggettivo può  rientrare nelle seguenti situazioni:
  • atti d'insubordinazione del dipendente verso i suoi superiori;
  • assenza ingiustificata oltre quattro giorni consecutivi;
  • dar luogo a una rissa fuori dai reparti di lavorazione, ma comunque all’interno degli spazi aziendali.
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