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Quando si licenzia per giustificato motivo soggettivo
BLOCCO DEI LICENZIAMENTI FINO AL 31-12-2021
Il Decreto Legge Sostegni 2021 pubblicato in Gazzetta Ufficiale numero 41 del 22 marzo 2021, ha prolungato il blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno 2021 per tutte le aziende, mentre  il blocco viene esteso, fino al 31 ottobre 2021, per le aziende che accedono alla cassa integrazione in deroga.  Il decreto legge n. 99 del 2021, per le aziende che non accedono alla cassa integrazione in deroga, ha prorogato il blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre 2021 solo per le industrie tessili, delle confezioni, di articoli di abbigliamento, di articoli di pelle e pelliccia e delle fabbricazioni di articoli in pelle o simili che sospendono o riducono l’attività lavorativa. Tali imprese possono utilizzare, nel periodo compreso tra il 1° luglio ed il 31 ottobre,  fino a 13 settimane di integrazione salariale. Il nuovo Decreto Fiscale, il DL n. 146/2021 pubblicato in Gazzetta ufficiale il 21 ottobre, proroga la GIG e per le imprese che ne fanno richiesta, anche dal primo di luglio, senza dover pagare le addizionali fino al 31 dicembre 2021, conferma l'obbligo a non licenziare.
Il blocco dei licenziamenti di cui sopra non si applica nelle seguenti  ipotesi:
  • licenziamenti per cessazione dell’attività dell’impresa;
  • licenziamenti per giusta causa;
  • licenziamenti per giustificato motivo soggettivo;
  • licenziamento per superamento del periodo di comporto;
  • licenziamenti effettuati nel periodo di prova o al termine dello stesso;
  • fine del periodo di apprendistato;
  • licenziamento per raggiungimenti  d'età.

BLOCCO DEI LICENZIAMENTI FINO AL 30 Aprile 2022
La Legge di Bilancio 2022 non ha prorogato il blocco dei licenziamenti come avvenuto nel 2020 e 2021 ma, "al fine di salvaguardare il tessuto occupazionale e produttivo", ha difatto prorogato il blocco dei licenziamenti fino al 30 Aprile 2022, solo per le aziende che nel 2021 occupavano almeno 250 dipendenti, compresi apprendisti e dirigenti.
Aziende interessate:
  • aziende che, nel 2021, hanno “occupato mediamente” almeno 250 dipendenti, contando anche apprendisti e dirigenti.
Restano escluse le imprese che si trovano in stato di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario.
Obblighi e adempimenti:
  • preavviso di licenziamento di almeno 90 giorni;
  • inserimento nella comunicazione di licenziamento le ragioni di tipo economico, finanziario, tecnico oppure organizzativo alla base della decisione;
  • indicazione del numero e i profili professionali del personale occupato e il termine entro cui è prevista la chiusura;
  • elaborazione, entro 60 giorni dalla comunicazione, di un piano, dalla durata non superiore a 12 mesi, “per limitare le ricadute occupazionali ed economiche derivanti dalla chiusura”.
Le comunicazioni  inviate “per iscritto”devono anche essere inviate:
  • alle rappresentanze sindacali, sia a quelle aziendali che unitarie;
  • alle regioni interessate;
  • al Ministero dello Sviluppo Economico;
  • all'Anpal.
La discussione del piano, deve essere discusso con i sindacati e le istituzioni, entro trenta giorni dalla comunicazione. Con la firma
dell'accordo, l'azienda, dovrà realizzare gli impegni sottoscritti, versare ai lavoratori un contributo di licenziamento in forma “ordinaria”, cioè non triplicato come previsto per i licenziamenti collettivi. Il mancato accordo con i sindacati e le istituzioni comporta l'aumento del 50% dell’importo del ticket da versare.
Quando si licenzia per giustificato motivo soggettivo
Si può licenziare per giustificato motivo soggettivo quando ricorrono eventi e fatti attinenti esclusivamente il rapporto contrattuale com'è chiaramente definito dall'art. 3 della legge  604/1966, "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro". Questo è caratterizzato dall'inadempimento degli obblighi contrattuali di minore gravità rispetto a quello per la giusta causa, ed è eslusivamente a carico del lavoratore (del prestatore di lavoro). Il rapporto di lavoro non cessa immediatamente e devono essere rispettati i termini del preavviso come previsto dai CCNL. Nel caso il licenziamento è intimato senza il preavviso, è dovuta, da parte del datore di lavoro, l'indennita per il mancato preavviso.
Generalmente nei contratti collettivi si trova la tipizzazione dei casi che prevedono determinati fatti che legittimano il licenziamento per giustificato motivo soggettivo.  I casi previsti non sono vincolanti per i giudici chiamati a verificare la legittimità del licenziamento.
L'inadempimento degli obblighi contrattuali di minore gravità rispetto a quello per la giusta causa,  il giustificato motivo soggettivo può  rientrare nelle seguenti situazioni:
  • atti d'insubordinazione del dipendente verso i suoi superiori;
  • assenza ingiustificata oltre quattro giorni consecutivi;
  • dar luogo a una rissa fuori dai reparti di lavorazione, ma comunque all’interno degli spazi aziendali.
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